14 febbraio 2007. Una data qualunque? No, una data storica. Quel giorno, sul World Wide Web, fece capolino per la prima volta nella storia una paginetta che avrebbe poi cambiato il destino del mondo: www.barackobama.com. Una pagina semplice, immediata, di grande impatto visivo ma allo stesso tempo dalla chiarezza spiazzante: una foto con una famiglia (papà Barack, mamma Michelle, figlia Malia), tre pulsanti. Chi sono, come la penso e, ultimo ma decisamente più importante, “join the movement”. Ovvero: dai il tuo contributo.

Negli Stati Uniti, se vuoi diventare presidente, servono tante cose. Ma una su tutte: i soldi. Tanti soldi. Ecco perché la storia degli Usa è fatta di presidenti arrivare a ricoprire la carica più importante del mondo grazie alla potenza economica che si trovavano alle spalle.

Barack Obama è stato il primo (e ultimo…) a rompere questi schemi: presentandosi al mondo con un sito internet e chiedendo agli americani attraverso un uso magistrale del web i soldi per finanziare la sua campagna elettorale. Un vero e proprio caso di crowdfunding che non si discosta affatto dalla forma di finanziamento della quale tanto si parla in questo periodo (e che è il “core” del portale su cui vi trovate ora…). Perché in fondo, di questo si è trattato: un’idea innovativa, una piattaforma per presentarla e per dare la possibilità a chiunque di farne parte, una folla di “investitori”. E i numeri, prima della storia, gli hanno dato ragione con la raccolta fondi che ha raggiunto cifre impensabili (il solo mese di febbraio 2008 ha fatto registrare la raccolta record di 55 milioni di dollari, circa 1 milione e duecentomila euro al giorno – Fonte “The Atlantic, Joshua Green, The Amazing Money Machine”).

Come sia andata a finire, lo sappiamo tutti: Obama è stato eletto presidente degli Stati Uniti d’America per due mandati consecutivi, nel 2009 gli è stato conferito il premio Nobel per la Pace, è diventato uno dei personaggi storici più importanti e influenti della nostra storia moderna.

Sapere che alle spalle di tutto, come motore di questa vicenda incredibile (e forse irripetibile) ci sia stata una forma di crowdfunding aiuta a comprendere meglio le potenzialità sterminate di questo strumento di finanziamento.

 

 

 

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