Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica”. Senza saperlo Thomas Edison, il più grande inventore della storia, pronunciando questa frase alle fine del 1800 diede la migliore definizione di Crowdfunding. Perché in fondo, crowdfunding è proprio questo: quel filo rosso che fa incontrare idee e investitori, quella forza che serve per prendere un sogno e trasformarlo in realtà.

Perché se è vero che gli ultimi due decenni e soprattutto l’avvento e la diffusione di internet hanno rivoluzionato il nostro mondo, è altrettanto interessante notare come molte delle realtà più innovative in realtà esistevano già da tempo. Magari in forme differenti.

Prendiamo il crowdfunding, perché di questo stiamo parlando qui: e facciamo un salto indietro di un secolo e qualche spicciolo. Ecco: più o meno all’epoca in cui il grande Edison pronunciò quella frase. New York, 1885: è ormai in via di ultimazione la realizzazione di una delle opere più importanti dell’epoca, un monumento che sarebbe diventato tra i più famosi e visitati del mondo. La Statua della Libertà. Donato dalla Francia agli Stati Uniti come simbolo dell’amicizia tra i due popoli e progettata tra gli altri dall’ingegnere Gustave Eiffel (uno che di monumenti famosi se ne intendeva), venne costruita in Francia e trasportata via mare fino alla costa del continente americano. 

Ai newyorkesi restava il compito di costruire il complesso piedistallo per il quale serviva una cifra che si aggirava attorno ai 300.000 dollari dell’epoca: una cifra importante, che il Comitato istituito a tale scopo non riuscì a raccogliere per intero. Per la realizzazione completa, sarebbero serviti altri 150.000 dollari. Fu allora il grandissimo giornalista ed editore Joseph Pulitzer ad avere l’intuizione giusta: attraverso le pagine della sua rivista “The World” lanciò una raccolta fondi per finanziare la realizzazione del piedistallo.

Una raccolta “dal basso”, tra la gente, senza vincoli o cifre minime di investimento. Un vero e proprio crowdfunding. Che nel giro di pochi mesi riuscì nell’intento di raccogliere la cifra rimanente.

Sì: da quel giorno è passato tanto tempo. Il crowdfunding di Pulitzer e quel di TheBestEquity sono due cose diverse. Ma c’è una cosa che non è cambiata: una cosa, che però sta alla base di tutto.

C’erano allora, ci sono oggi e ci saranno sempre: da una parte un’idea innovativa, dall’altra un gruppo di persone che sarebbe interessato a investire per realizzarla. Tutto sta nel fare incontrare queste due realtà: che parlano la stessa lingua, che hanno la stessa mentalità aperta, che vorrebbero entrare in contatto ma non hanno gli strumenti per farlo.

Alla fine del 1800 c’erano i giornali come The World, c’erano editori illuminati come Pulitzer, c’erano monumenti da costruire. Oggi c’è il web. Ci sono idee innovative capaci di cambiare e semplificare la vita delle persone, ci sono realtà disposte a rischiare per realizzare queste idee, ci sono sogni condivisi.

E ci sono piazze virtuali come questo portale: più potenti di un giornale, più immediati del passaparola. Più semplici.

Oggi c’è TheBestEquity. E ci sono tante Statue della Libertà che attendono di essere costruite.

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