Investire in crowdfunding

L’investitore deve essere informato su alcune caratteristiche essenziali in materia di raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line.

Rischio di perdere il capitale

Con il termine start-up innovativa, si definisce la società di capitali, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione che ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Per tale ragione, la componente “innovativa” del settore a cui l’impresa si rivolge nonché la natura di impresa “neo costituita”, costituiscono per il cliente un rischio d’investimento maggiore rispetto alla tradizionale partecipazione al capitale di una qualunque società quotata su un mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione.

Anche la PMI innovativa, pur se in uno stadio della sua vita più evoluto rispetto alla start-up, presenta questa caratteristica di rischio dovuta alla sua natura specifica.

L’entità del rischio deve fare prendere coscienza al cliente della necessità di adottare specifiche precauzioni affinché il capitale investito direttamente nella start-up o PMI innovativa ovvero, in generale nelle PMI, non rappresenti una porzione significativa del proprio patrimonio e che non sia destinato ad un obiettivo d’investimento di breve o medio periodo.

Rischio illiquidità

Lo strumento finanziario di partecipazione al capitale di una start-up o PMI innovativa ovvero, più in generale in una PMI, è definito “illiquido”, ossia è uno strumento che potrebbe incontrare difficoltà di vario tipo in occasione della sua vendita:

  • difficoltà di trovare una controparte interessata all’acquisto;
  • difficoltà di negoziare un prezzo di trasferimento senza dover praticare uno sconto più o meno forte.

Quanto sopra comporta per uno strumento “illiquido” il rischio di realizzare un minor guadagno o una significativa perdita del capitale inizialmente investito.

Divieto di distribuzione di utili

L’articolo 25 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2012 n. 221, prevede, per le start-up innovative, il divieto di distribuire utili per tutto il periodo di durata della qualifica di start-up innovativa (attualmente, di 60 mesi dalla data di iscrizione all’apposita Sezione Speciale per le start-up innovative del Registro delle Imprese).

Benefici fiscali

I benefici sul trattamento fiscale dell’investimento in start-up innovative sono temporanei; si rimanda per i dettagli alle disposizioni tributarie vigenti.

Gli eventuali benefici fiscali acquisiti possono decadere nel caso in cui l’investitore liquidi l’investimento prima del tempo previsto.

I benefici sul trattamento fiscale possono variare seguendo l’evoluzione della normativa tributaria nazionale.

Per una panoramica complessiva delle agevolazioni riconosciute alle start-up innovative si acceda alla sezione “Agevolazioni” presente sul Sito (che riepiloga tutte le agevolazioni di cui beneficiano sia le start-up o PMI innovative che gli Investitori, con i relativi link ai testi della normativa vigente).

Deroghe al diritto societario per le start-up, PMI innovative e PMI

L’art. 26 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 prevede una serie di disposizioni derogatorie rispetto alle disposizioni previste dalla normativa societaria in favore delle start-up innovative.

Il Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3 (“Investment Compact”), convertito con Legge del 24 marzo 2015, n. 33, ha esteso tali deroghe anche alle PMI innovative.

Con l’introduzione dell’art. 57, comma 1, del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 è stata estesa l’applicazione dell’art. 26, commi 2, 5 e 6 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221, a tutte le PMI anche non innovative.

In sintesi:

  1. facoltà di estendere di dodici mesi il periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite (dalla chiusura dell’esercizio successivo alla chiusura del secondo esercizio successivo) e, nei casi di riduzione al di sotto del minimo legale, di consentire il differimento della decisione sulla ricapitalizzazione entro la chiusura dell’esercizio successivo;
  2. facoltà di utilizzare anche per le start-up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata istituti ammessi solo nelle s.p.a., in particolare la determinazione di diritti particolari attribuiti ai soci, attraverso la creazione di categorie di quote anche prive di diritti di voto o con diritti di voto non proporzionali alla partecipazione, o l’emissione di strumenti finanziari partecipativi;
  3. facoltà di offrire al pubblico quote di partecipazione in start-up innovative costituite in forma di s.r.l., consentendo di facilitarne l’accesso al capitale indipendentemente dalla forma societaria prescelta (tramite i portali per la raccolta di capitali on-line);
  4. facoltà di deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l’operazione sia effettuata in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, collaboratori, componenti dell’organo amministrativo o prestatori di opere o servizi, anche professionali (stock options e work for equity);
  5. facoltà di emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il diritto di voto nelle decisioni dei soci.

Per approfondire,

  • art 26 DL 179/2012:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2012-12-18&atto.codiceRedazionale=12A13277

  • DL 3/2015, c.d. “Investment compact”:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/03/25/15A02336/sg

  • 57, comma 1, DL 50/2017:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/04/24/17G00063/sg

Deroghe al diritto fallimentare (solo per le start-up innovative)

L’articolo 31, comma 1, del D.L. n. 179/2012, stabilisce che, in caso di crisi d’impresa, la start up innovativa non è soggetta a procedure concorsuali diverse da quelle previste dal capo II della legge 27 gennaio 2012, n. 3.

Il legislatore ha, quindi, escluso l’assoggettabilità delle start-up innovative alle procedure di cui al R.D. 16 marzo 1942 n. 267, quali il fallimento, il concordato preventivo e la liquidazione coatta amministrativa.

La deroga opera esclusivamente:

  1. in presenza della qualifica di start-up innovativa;
  2. per un periodo temporale determinato, i primi 4 anni di attività dell’impresa a partire dalla data di costituzione, ed in costanza di tutti i requisiti previsti per le start-up innovative dall’art. 25, comma 2.

La composizione e la gestione della crisi d’impresa di una start-up innovativa si risolve quindi con il procedimento di composizione della crisi da sovra indebitamento e di liquidazione del patrimonio di cui alla Legge n .3 del 27 gennaio 2012, uno strumento che permette di ridurre i tempi di liquidazione giudiziale, e soprattutto non si incentra sulla perdita di capacità dell’imprenditore – diversamente da quanto avviene nel fallimento e nelle altre procedure concorsuali – ma bensì sulla separazione del patrimonio societario riservato ai creditori.

L’art. 31, commi 2 e 3, del D.L. n. 179/2012, prescrive un’altra agevolazione, stabilendo che, una volta decorso il termine di dodici mesi dall’iscrizione nel registro delle imprese del decreto di apertura della liquidazione della start-up innovativa, l’accesso ai dati dei relativi soci iscritti nel medesimo registro sia inibito al pubblico, anche nel caso in cui tali informazioni siano organizzate in banche dati, restando da quel momento riservato esclusivamente all’autorità giudiziaria e di vigilanza.

Per approfondire:

  • art 31 DL 179/2012

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2012-12-18&atto.codiceRedazionale=12A13277

Business Plan

Il soggetto che intende condurre un’Offerta di strumenti finanziari tramite un portale autorizzato per la raccolta di capitali on-line deve includere tra la documentazione relativa all’Offerta anche un business plan redatto con criteri il più possibile rispondenti ai formati e ai principi comunemente accettati al fine di fornire tutte le informazioni necessarie ad un investimento razionale.

Il gestore del Portale pubblica il business plan dell’Offerente prodotto da quest’ultimo, ai sensi del Regolamento Consob.

Un business plan contiene, generalmente:

  1. Descrizione sintetica del progetto d’investimento ed illustrazione del tipo di impresa che sta portando avanti l’iniziativa imprenditoriale nell’ambito del perseguimento del proprio oggetto sociale.
  2. Presentazione del curriculum vitae dell’imprenditore e del management (esperienze pregresse e ruolo nell’iniziativa).
  3. Analisi del mercato potenziale e di riferimento, caratteristiche della concorrenza e identificazione di punti di forza e di debolezza, posizionamento competitivo, quote di mercato.
  4. Obiettivi di vendita, canali distributivi e organizzazione commerciale, eventualmente collegate ad un piano di marketing e di comunicazione pubblicitaria relativo allo sviluppo del marchio e del prodotto/servizio.
  5. Principali rischi connessi all’esercizio dell’attività riferita al progetto imprenditoriale.
  6. Descrizione della fattibilità tecnica del progetto relativamente al processo produttivo, alle autorizzazioni amministrative ed ambientali, alla necessità di investimenti in impianti produttivi, infrastrutture tecnologiche o canali commerciali, alla disponibilità di manodopera e di servizi infrastrutturali quali logistica e trasporti, energia, telecomunicazioni.
  7. Piano di fattibilità economico-finanziaria con l’indicazione del fabbisogno finanziario complessivo (per investimenti tecnici, immateriali e per finanziare l’avviamento della società e il capitale circolante) e del relativo mix di strumenti di copertura.
  8. Informazioni sulla redditività attesa dell’investimento e sui fattori di rischio che possono influenzarla negativamente, partendo da ipotesi realistiche e prudenziali.
  9. Indicazione degli investitori già coinvolti nel supporto del progetto e una proposta ben quantificata per i nuovi investitori circa l’apporto complessivamente richiesto di nuove risorse finanziarie.
  10. Programma di sviluppo cronologico delle fasi principali del progetto e delle relative attività, on dettaglio delle risorse coinvolte.

Recesso, revoca e ripensamento

L’investitore non professionale ha il diritto di recedere dall’investimento entro sette giorni dall’ordine e nel caso sia un consumatore ai sensi del Codice del Consumo entro 14 giorni dall’ordine di investimento effettuato.

Il recesso è esercitato con le modalità indicate sul Portale nella sezione informativa “Informazioni sulla gestione del Portale” tramite comunicazione telematica all’indirizzo email recesso@thebestequity.com.

L’investitore non professionale ha, inoltre, il diritto di revoca ogni qual volta intervenga una modifica relativa all’Offerta che possa incidere significativamente sulla scelta di aderire all’Offerta. A tal proposito, la normativa consente all’Investitore non professionale di revocare l’ordine entro sette giorni dall’avvenuta modifica tramite comunicazione telematica all’indirizzo email revoca@thebestequity.com.

Ove a seguito di una revoca l’Investitore non professionale decida poi di aderire nuovamente, è garantito allo stesso il diritto di recesso nei sette giorni dal nuovo ordine di adesione.

Come sopra indicato, all’investitore non professionale che corrisponda alla definizione di “Consumatore” data dal Codice del Consumo, ai sensi degli artt.67-duodecies e 67-septiesdecies del Codice del Consumo stesso, è anche riconosciuto il ‘diritto di ripensamento’ da esercitarsi entro 14 giorni dalla data dell’ordine tramite comunicazione telematica all’indirizzo email ripensamento@thebestequity.com.