Pordenone e TheBestEquity: prima di tutti, meglio di tutti

Pordenone e TheBestEquity: prima di tutti, meglio di tutti

20-12-2018

Dietro a un grande progetto, dietro a una grande storia, dietro a un grande risultato, dietro a una grande vittoria: dietro, c’è sempre la forza di una persona che ci ha creduto prima degli altri. Dietro al progetto Pordenone 2020, dietro a questa campagna di equity crowdfunding unica in Italia, dietro all’obiettivo ambizioso e splendido di trovare le risorse per agguantare la serie B, a dire il non c’è una sola persona. Perché sono tante le anime che hanno pensato, voluto, cercato, creato questa storia. C’è però una persona che l’ha immaginata più di tutti: Alberto Rigotto, commercialista votato al calcio per passione e competenza. Una vita passata così, con il pallone a fare da sfondo e un traguardo prestigioso: c’è (anche) lui dietro alla bellissima Dacia Arena, lo stadio dell’Udinese, società per la quale Rigotto lavora da anni. 

Dall’Udinese al Pordenone: come mai e perché?
In una sola parola: amicizia. Il presidente del Pordenone, Mauro Lovisa, sapeva del mio lavoro e di quello che faccio a Udine: ogni volta che ci si vedeva, la sua domanda era sempre quella. “Ci dai una mano?”.

Una mano, a fare cosa?
Il problema era sempre uno: nonostante il grandissimo impegno del presidente, dei suoi soci e degli sponsor, nonostante i tanti soldi messi nella società, si arrivava sempre a fine stagione che mancava qualcosa. Mancava la possibilità di fare quel saltino in più che avrebbe permesso al Pordenone di cambiare marcia. Di entrare nel calcio che conta. Di fare un passo avanti, insomma.

E quindi?
E quindi, mi spaccavo la testa nel cercare una soluzione. E visto che prima abbiamo parlato di persone, ecco che ora entra in scena una persona che in questa storia è stata decisiva: l’avvocato Nadir Plasenzotti. Che io chiamo “avvocato Google”, per la sua capacità di trovare sempre un’informazione, una soluzione, un’idea. Ho chiamato lui, e gli ho detto di aiutarmi a trovare la strada giusta. Ed è stato lui il primo a parlarmi di equity crowdfunding, e della possibilità di utilizzarlo per il calcio.

La storia è iniziata così…
Con un po’ di slides su Powerpoint: io ne ho buttate giù quattro per spiegare la mia idea, Nadir ne ha preparate altre per spiegare la fattibilità tecnica, mia moglie Consuelo le ha sistemate dal punto di vista grafico. E con queste slides siamo andati dal presidente Lovisa.
E lui, come l’ha presa?
Lovisa è una persona eccezionale perché ha una grande qualità: sa ascoltare. Ci ha ascoltato e man mano che andavamo avanti nella spiegazione il volto gli si illuminava. Dopo mezz’ora ci ha interrotto e ha detto: “È la cosa che ho sempre pensato di fare: partiamo”.
Partiamo.
Diciamo che il punto di inizio di questa storia è stato un incontro, nell’azienda di Lovisa. Un posto meraviglioso, che trasmette passione e voglia di fare. La conoscete?

No…
Dovete andare a vederla. L’azienda di Lovisa produce le “barbatelle”: sapete cosa sono, vero?

Di nuovo, no…
Sono le piantine della vite. Avete il terreno giusto e volete impiantare un vigneto per produrre Prosecco? Dovete chiamare Lovisa. Oppure volete la vite per fare, chessò, il Porto? Ci pensa Lovisa. È un’azienda leader nel settore, conosciuta in tutto il mondo, ed è un’azienda vera. Pensate, per fare solo un esempio, che c’è una sala mensa allestita e organizzata come un vero e proprio ristorante. Lì, ogni giorno, operai e dipendenti si trovano per pranzare insieme, e anche Lovisa mangia con loro. Ed è quello che succedeva una volta, quando i contadini rientravano dai campi e si trovavano a mangiare nella casa del “paròn”. Un’azienda fatta di persone e valori.

Dicevamo di quell’incontro…
Lovisa ha chiamato un po’ di imprenditori, un po’ di politici della zona, il mister della squadra e un paio di giocatori: e ha raccontato cosa aveva in mente. Dopo un quarto d’ora c’era la gente che applaudiva.

Come mai avete scelto The Best Equity?
Sarò sincero: inizialmente ci siamo rivolti a realtà più vicine al nostro territorio, abbiamo provato a fare l’operazione qui da noi. Siamo impazziti, di fronte a un continuo sopraggiungere di problemi e di difficoltà. Allora abbiamo deciso di passare all’attacco, Nadir “Google” ha fatto qualche ricerca e ha trovato The Best Equity: un paio di contatti, e poi mi ha chiamato per dirmi: . E aveva ragione, come spesso accade: altrove abbiamo trovato persone che ponevano dei problemi, con The Best Equity abbiamo trovato persone che proponevano soluzioni.

La sfida è grossa: la cifra sul piatto è importante. Ce la farete?
Sì, nel momento in cui tutti capiremo che questa è una campagna da fare porta a porta, persona per persona. Quando chiedi i soldi a qualcuno, è un po’ come quando gli chiedi il voto: devi spiegargli il motivo, devi spiegargli cosa farai con i suoi soldi e come lo farai. Non bisogna fare promesse strambe, noi non siamo qui a fare i fenomeni: dobbiamo essere concreti e parlare a tutti. Servirà coinvolgere tremila persone? Benissimo, parleremo a tremila persone.

Mister Tesser, allenatore della prima squadra, è uno che nella sua carriera ne ha viste tante: come ha preso questa novità?
Inizialmente con curiosità, poi con molto entusiasmo: lui ci crede. Ed è normale che un allenatore sia contento, quando vede che attorno alla sua squadra c’è un progetto ambizioso.

E intanto, la squadra è in cima alla classifica…
Sta andando tutto benissimo, ed è fondamentale che il nostro lavoro dietro alle scrivanie sia supportato da quello che fa la squadra sul campo. Se la squadra vince, ecco che ha la forza di trainare il progetto: e non credo sia un caso che i ragazzi di Tesser stiano giocando così bene, vincendo partite che l’anno scorso avrebbero perso, proprio ora che noi lanciamo il nostro Pordenone 2020.

Quanto sarebbe importante il salto in serie B?
Cambierebbe tutto, cambierebbe il mondo. Tra LegaPro e serie B c’è un abisso, da tantissimi punti di vista: cambiano le entrate grazie ai diritti tv, cambia la visibilità, cambia tutto. E soprattutto credo che una società sana e ben amministrata come il Pordenone, una volta salito in B, sarebbe capace di creare quel circolo virtuoso che le permetterebbe di stare in quella categoria per un bel pezzo. Di questo sono certo, certissimo.

Perché uno dovrebbe investire nella campagna di equity crowdfunding?
Il mero ritorno economico in questo caso passa in secondo piano: ma c’è tanto, tanto altro. La società ha pensato a dei benefit importanti e per nulla scontati. E poi, c’è l’aspetto sociale: entrando in questa società acquisendone una quota, si entra a fare parte di un mondo e di una famiglia. Si sposa un progetto e una filosofia. Si diventa protagonisti di un’impresa sportiva tanto quanto i giocatori o l’allenatore.

Il progetto Pordenone 2020 è replicabile per altre realtà sportive?
Sono certo che molte altre società, specialmente tra la Lega Pro e la serie B, seguiranno la nostra strada: la mancanza di risorse è il problema principale per la stragrande maggioranza delle società, e questo è il modo migliore per superare il problema. E sarà bello, per noi e quelli di The Best Equity, guardarsi indietro tra qualche anno e dire: “Noi, siamo stati i primi…”.


www.thebestequity.com