“InHouse 2020: l’edilizia di domani, per sognatori e anime green”

“InHouse 2020: l’edilizia di domani, per sognatori e anime green”

06-09-2019

Visionari? No. Sognatori? Forse. Dietro a InHouse 2020 c’è tanto, ma prima di tutto c’è una voglia diversa di guardare avanti, di guardare al futuro con delle convinzioni nuove e insieme a queste convinzioni fare business. “Prendiamo container marini in disuso e li trasformiamo in case, uffici, unità abitative”. Basta questo per descrivere quello che fa InHouse 2020? No, certo che no: perché c’è tanto altro. E a raccontarcelo è Mario Paggi, che di In House 2020 è CEO e socio fondatore: L’idea è nata grazie a Fabio Boscacci, il mio socio, che mi ha prospettato questa possibilità: per la strada abbiamo conosciuto l’Architetto Maurizio Rosa, uno che nella sua carriera ha avuto modo di lavorare ad Abu Dhabi e portare avanti progetti innovativi.

Dall’idea alla pratica, il passo è stato breve?
Ci siamo seduti attorno a un tavolo, un tavolo pieno di fogli e disegni. Abbiamo parlato, immaginato, sognato: ed è stato semplice vedere tutti la stessa cosa.

Qual è stata la scintilla che ha fatto scoccare tutto?
Non una scintilla, un’idea: spinta dal concetto di economia circolare perché, come diceva qualcuno, nulla si crea e nulla si distrugge. Ecco, diciamo che alla base di tutto c’è questo.

E come, quest’idea, è stata raccontata al mondo?
Diciamo che è esattamente quello che stiamo facendo, che vorremo fare, che ci stiamo preparando a fare. Per il momento l’abbiamo presa, shakerata, e la stiamo portando in giro.

A chi la state portando?
Alla Pubblica Amministrazione italiana, per esempio. Ma anche ai Paesi del cosiddetto “Terzo Mondo”, e l’espressione mi fa un po’ sorridere perché dopo aver parlato con l’ambasciatore del Ghana e alcuni delegati d’affari che lavorano in quel Paese, ho capito che il Terzo Mondo è da un’altra parte.

Perché?
Siete seduti? Reddito pro capite del Sud Africa: 6160 Dollari. No, non ho aggiunto uno zero: questa è la cifra, ed è una cifra enorme considerati i valori medi del continente che toccano punte minime di 120 Dollari . Una cifra violenta. Che significa diverse cose, tutte da tenere in considerazione.

Ovvero?
Che, per una realtà come la nostra, c’è tanto spazio e tanta richiesta: i numeri sono enormi, abbiamo già parlato di 500 mila unità abitative per il prossimo anno. Ripeto, numeri enormi: che però danno un’idea di quello che sarà il nostro mondo.

Insomma, destinazione Africa?
Calma: l’Africa è grande, e tra i diversi paesi ci sono tante differenze. Vi ho detto del reddito pro capite del Sud Africa. Sulla cartina dell’Africa ho iniziato a piantare un po’ di bandierine: questi sì, questi no. Questi sono contattabili, questi altri no.

E come vi muoverete?
Spinti dalla forza del Made in Italy, concetto che all’estero è ancora molto forte: ci muoviamo con competenza e serietà. Non siamo dilettanti, non siamo faccendieri, non siamo dei prestanome, non raccontiamo bugie. Perché in questo mondo le bugie hanno le gambe corte e l’asino casca subito.

Quando e perché nasce InHouse 2020?
L’11 marzo di quest’anno: per poter operare come volevamo e come vogliamo, serviva una società. E il mio socio Fabio che è una delle persone più caparbie e costanti che conosca, ha tirato fuori questa startup innovativa.

Quali sono i prossimi step?
Abbiamo una società, abbiamo un progetto e un business plan dettagliato, abbiamo dei contatti avviati e tante mani strette. Vogliamo mostrare quello che è InHouse: e questo significa acquistare un terreno e costruirci sopra un modello di unità abitativa. Così tutti potranno vedere, toccare con mano, comprendere.

Perché investire su di voi?
Sta scritto nel nome. Nel 2020, che è domani mattina, diventeranno operative norme e regole stringenti che impatteranno su chi opera nell’ambito dell’edilizia. Norme riguardanti le categorie energetiche, le modalità di costruzione, l’impatto ambientale. Norme che nessuno, in Italia, ha ancora recepito: tutti stanno continuando a lavorare con metodi tradizionali. La nostra proposta, invece, è pronta ad affrontare il futuro. Ma non è tutto.

Cioè?
Abbiamo un prezzo di vendita “base” che è estremamente concorrenziale: le nostre unità abitative partono da 500 € al metro quadro. E poi, crediamo fermamente nella necessità di fare qualcosa per il nostro pianeta: che sta morendo sotto i nostri occhi, tra le nostre mani. Economia circolare, unità abitative a impatto “quasi zero”, geotermia: questi sono i concetti che ci ispirano, che sono sfociati nella nostra collaborazione con “Save the planet”.

Cosa dite a un vostro potenziale investitore?
Di essere sognatore insieme a noi. Il mondo sta cambiando e sta andando verso questa direzione: seguirla può diventare un business, un’azione concreta per il futuro, una sfida. Immaginate i nostri container come dei Lego, i famosissimi mattoncini: una volta, quando eravamo bambini noi, c’erano solo dei mattoncini rettangolari e non è che si potesse fare molto. Oggi con i Lego si costruisce di tutto: la Tour Eiffel, la Statua della Libertà, il colonnato di San Pietro. I nostri container sono dei mattoncini, con i quali si può fare di tutto. Il limite è la fantasia.

fc