Agristeria: un progetto popolare, per un futuro migliore

Agristeria: un progetto popolare, per un futuro migliore

20-01-2020

Conosciamo, insieme a chi l'ha creata, la campagna che in poche ore ha fatto registrare adesioni da record

I progetti migliori, le idee migliori, le pensate rivoluzionarie, le intuizioni che cambiano il mondo: tutte cose che hanno la caratteristica comune di partire da lontano, e di portare lontano. Bisognerebbe ascoltarlo, Alessandro Di Fonzo - ma d’ora in avanti, per cortesia chiamatelo Agristiere - quando parla della sua creatura. Quando parla del suo sogno, del suo progetto, del suo obiettivo. Quando parla di Agristeria: la startup che sta raccogliendo soci e adesioni sul nostro portale e che a meno di una settimana dal lancio della campagna ha già totalizzato 165.000 euro di raccolta. Bisognerebbe ascoltarne la passione, la forza e la splendida follia - ingredienti necessari quando si porta avanti qualcosa di grande - che mette in ogni parola. Bisognerebbe ascoltarlo.

Facciamolo.

“La lampadina di Agristeria si è accesa nel 2010. Come ogni anno mi trovavo a Londra per assistere al Chelsea Flower Show, ed ero felice come un bambino alla mattina di Natale. E proprio come un bambino alla mattina di Natale, ero talmente ansioso di arrivare che ero in tremendo anticipo. Decisi allora di scendere dalla metropolitana una fermata prima e di camminare un po’. E fu così che mi imbattei in una serie di gazebo di legno che esponevano e vendevano piante aromatiche e verdura che arrivavano direttamente dal coltivatore. Ecco l’idea di portare anche da noi l’orto a domicilio, una coltivazione sana e senza l’utilizzo di prodotti chimici”.

Ed è iniziato tutto così…
Con un banchettino ambulante di fronte alla farmacia di un amico: vendevamo frutta e verdura, e in quattro ore facevamo fuori tutto. Guadagnavamo anche, e diciamo che l’Agristeria ha mosso i primi passi così.

Agristeria, perché?
Il nome nasce dal sostantivo latino ager-agris, che è il campo, e “ria”. La pizzeria è il luogo in cui si trova la pizza, la panetteria il luogo in cui si trova il pane, la latteria è il luogo in cui si trova il latte. L’Agristeria sarà il luogo in cui si troverà il campo.

Cosa sarà l’Agristeria?
Un movimento popolare, pensato per il popolo: che aiuterà la gente a mangiare sano e allo stesso tempo i contadini e i piccoli produttori agricoli a sopravvivere e non farsi schiacciare dall’egemonia dei supermercati. Un luogo in cui trovare cibo sano, buono, tracciabile, agricolo. Un progetto a trazione popolare.

E infatti, il contatore delle adesioni cresce…
Vogliamo avere soci in tutta Italia: perché qui stiamo parlando della nostra salute, del nostro futuro, del nostro pianeta, dei nostri figli.

Ora parla l’avvocato del diavolo: la frutta e verdura che venderete voi, costerà di più rispetto a quella dei supermercati…
Vero, ma facciamo un ragionamento. Quando acquistiamo della frutta e della verdura in offerta, che paghiamo poco, diamo un valore basso a questi prodotti e li lasciamo marcire in frigorifero senza troppi problemi. Se invece diamo più valore economico a questi prodotti perché li paghiamo di più, ecco che ci stiamo più attenti e lo spreco viene praticamente azzerato. Si compra meno, se compra meglio, non si butta nulla. E c’è dell’altro.

E allora continui, Agristiere…
Comprare prodotti a basso costo ha comunque dei costi altissimi. Costi in salute, perché si mangia roba chimica e gonfiata con gli ormoni. Costi sociali, perché quando si paga un chilo di fragole meno di un euro bisognerebbe domandarsi quanto vengono pagati quelli che le hanno raccolte. Costi ambientali, perché si acquistano prodotti a “chilometro mille” che si portano dietro trasporti, inquinamento, gas di scarico…

Una volta partito il suo progetto, cosa succederà?
Nasceranno in tutta Italia dei punti vendita che avranno uno spazio per acquistare e uno per mangiare sul posto. E ci saranno prodotti agricoli locali, freschi e coltivati da piccole realtà e dai contadini, oltre a una serie di prodotti che vengono da fuori e che saranno garantiti dal marchio Agristeria.

Perché investire nell’Agristeria?
Perché è giusto, perché è sano, perché il ritorno economico può davvero essere importante. E perché questo è un progetto a trazione popolare: che nasce, cresce e diventa grande grazie alla forza del popolo. E non ci sono limiti, quando si parla di valori e di persone prima che di frutta e verdura. Perché l’Agristeria non vende prodotti: vende valori. E questo, non lo fa nessuno.


Francesco Caielli

Agristeria: un progetto popolare, per un futuro migliore