La birra per gli sportivi? Oggi c'è.

La birra per gli sportivi? Oggi c'è.

05-02-2020

Action Beer: poco alcol e tante maltodestrine, per un recupero tutto da gustare

Ci sono piaceri che resteranno per sempre e che ogni volta si rinnoveranno nella loro capacità di farci stare bene. Un sorso di birra, un sorso di birra buona e gustata alla giusta temperatura, quando si è stanchi e accaldati dopo un allenamento o una corsa: ecco, questo è uno di quei piaceri che resteranno per sempre.


L’idea di DeQou Action Beer dev’essere nata più o meno così: bevendo una birra dopo un allenamento particolarmente duro e pensando a quanto sarebbe bello se esistesse una birra dedicata agli sportivi. Con meno alcol, buona e appagante, ma soprattutto in grado di aiutare nel recupero fisico dopo uno sforzo intenso. Già: l’idea dev’essere nata così. “Più o meno - dice Simone Bertin, ideatore del progetto ora in raccolta su www.thebestequity.com - Action Beer è nata così. Io, oltre a essere un produttore di birra, sono anche uno sportivo e un appassionato lettore. E leggendo le riviste specializzate di ciclismo e mountain bike mi rendevo conto di quanto spesso mi capitava di vedere foto di atleti con una birra in mano. Agli sportivi la birra piace, questo è un dato di fatto. E allora mi sono chiesto: perché no?”.

Perché no, cosa?
Perché non creare una birra che fosse allo stesso tempo un integratore e fornisse una corretta dose di maltodestrine? Che oltre ai sali minerali e ai liquidi reintegrasse anche le energie? Perché non andare incontro a una necessità degli sportivi, che rivolgendosi esclusivamente agli integratori tradizionali avevano il problema della reidratazione. In sostanza, si beve meno rispetto a quanto si dovrebbe perché gel e barrette hanno l’effetto di abbassare il senso di sete. DeQou Action Beer nasce da questa necessità: dare qualcosa di piacevole da bere, rispondendo a un’esigenza.

Quale?
Dopo l’arrivo della Parigi- Roubaix del 2019, c’è una foto del vincitore, Philippe Gilbert, seduto con una lattina di birra “normale” in mano. La birra piace, è un ottimo integratore di sali minerali e di liquidi. Serviva fare un passo in più.

Quindi, ecco Action Beer?
Eh, no: con calma. I nostri mastri birrai hanno subito detto: “bell’idea, ma…”.

Ma?
Ma tecnicamente, una birra con poco alcol e tante maltodestrine era impossibile da fare. Per aumentare le maltodestrine, serviva aumentare la gradazione alcolica.

Quindi vi siete arresi?
Macché. Abbiamo studiato, abbiamo girato l’Italia, abbiamo chiesto: finché non siamo riusciti a bussare alla porta giusta, quella di un laboratorio che ha raccolto la nostra sfida e dopo parecchi mesi di test è riuscito a produrre i primi 100 litri di una birra con poco alcol ma il 100% in più di maltodestrine rispetto alla media. Un successo strepitoso. Eravamo nel novembre del 2018, ed è qui che possiamo datare la nascita di Action Beer, con la prima produzione. A quel punto, si trattava di farla conoscere.

E cosa avete fatto?
Ci siamo rivolti al mondo dello sport: organizzatori di eventi, soprattutto. E tutti ci hanno risposto con grande curiosità ed entusiasmo: la loro reazione ci ha dato una spinta morale enorme e un immediato riscontro con gli atleti. Maratoneti, triatleti, ciclisti, rugbisti. 

DeQou Action Beer è anche buona?
Sono preoccupato. Sono preoccupato dal fatto che tutti quelli che l’hanno assaggiata abbiano dato riscontri entusiastici: piace, piace praticamente a tutti, piace anche agli appassionati di birra che sono abituati a bere bene.

Ci racconta com’è un sorso di Action Beer?
Parte con il suo sapore pieno, consistente. Poi arrivano i suoi tre luppoli: il secondo le dà quel gusto leggermente agrumato, il terzo lascia un sentore d’amaro che la rende beverina e dissetante.

Perché un investitore dovrebbe crederci? Perché dovrebbe investire in questa campagna?
Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha detto una cosa del genere: “Noi amministratori delegati abbiamo il compito di ritardare il più possibile il fallimento delle nostre aziende. Certo, non mi spiego come mai le birrerie durano 500, 600 anni…”. Era una battuta, ovvio: ma c’è del vero. La birra è il prodotto più antico del mondo, le fabbriche che producono birra esistono da mezzo secolo e il mercato non morirà mai. Noi siamo entrati in questo mercato con qualcosa che non c’era, e che adesso c’è. Perché non crederci…?


Francesco Caielli

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