Francesco Arculeo: “Da grande voglio fare il prestigiatore”

Francesco Arculeo: “Da grande voglio fare il prestigiatore”

08-03-2021

Intervista al fondatore di Lagalene, la cui campagna di equity crowdfunding è partita sul portale The Best Equity in collaborazione con HUI.


“Francesco, che cosa vuoi fare da grande?”
“Io da grande voglio fare il prestigiatore”.


Un bambino che tira fuori una risposta così alla più classica delle domande, un bambino capace di dar voce e volto in questo modo ai suoi sogni genuini e meravigliosamente insensati, non può che essere un bambino speciale. Il prestigiatore è l’uomo che incanta, che mescola i colori per lasciare a bocca aperta, che inventa, che fa cose mai fatte prima.
“La fantasia – ci racconta Francesco Arculeo, fondatore di Lagalene – ha sempre abitato dentro di me. Sarà che sono cresciuto a Palermo, la città di Cagliostro, e che forse l’aria respirata sapeva tanto di alchimia mi è entrata dentro per rimanerci. Una voglia di immaginare e sperimentare che ho avvertito fin da subito e che mi ha accompagnato sempre, in ogni passo della mia vita”.


Ce la racconti.
Fin da ragazzino, provavo a mettere insieme cose e ingredienti per vedere cosa succedeva. Rubavo gli ingredienti dalla cucina di casa per creare delle maschere che curassero l’acne, inseguivo i profumi immaginando di crearne di nuovi, mescolavo essenze e spezie spinto dalla curiosità e da un naso sensibilissimo.

Un senso in più, l’olfatto: capace di aprire mondi nuovi.
Una sensibilità particolare, che mi stava portando alla decisione di iscrivermi al famoso “Corso da naso” che si tiene a Ginevra dove insegnano a riconoscere e ad accoppiare i profumi per esaltarli ulteriormente. Io ero particolarmente portato, ho sempre avuto questa capacità molto sviluppata, era una strada che sentivo mia.

Ma…?
Ma alla fine, ho preso una strada differente. Il corso costava un occhio della testa, e anche se la mia famiglia se lo sarebbe comunque potuto permettere ho voluto fare una scelta diversa. Sono sempre stato una persona molto pratica e attratta dall’indipendenza, quindi ho deciso di iscrivermi a Ingegneria Gestionale con l’obiettivo di finirla il prima possibile. E infatti sono stato il più giovane d’Italia, nel mio anno, a laurearmi.

Perché?
Perché sono fatto così. A 10 anni prendevo l’autobus da solo per andare a scuola, da giovanissimo ho iniziato a lavorare durante le estati mentre i miei compagni andavano in vacanza: volevo essere indipendente, anche se la mia famiglia non mi ha mai fatto mancare nulla. Questa praticità, questo modo di essere, questa forma mentale: sono così ancora oggi, e quello che ho fatto l’ho fatto grazie al mio essere così.*

Poi, l’ingresso nel mondo del lavoro.
Prima a Pavia, poi nelle risorse umane di una raffineria in Sicilia: curioso, per uno innamorato dei profumi come me, andare a lavorare in un posto in cui l’unico odore che si sentiva era quello dello zolfo. Però quella è stata un’esperienza meravigliosa, capace di completarmi.

E come?
La mia quotidianità faceva da contraltare con quell’aspetto limitativo comune un po’ a tutti gli ingegneri: quello per cui tutto il mondo funziona come una macchina con un rapporto causa-effetto definito e preciso. Ad azione corrisponde reazione. Ecco, questo nell’uomo non succede: e io l’ho imparato, toccato con mano, visto e sentito proprio lavorando all’interno delle risorse umane. Poi, ho cambiato.

Ancora.
Ho dato ascolto alla mia vocazione commerciale, senza dimenticare la mia innata voglia di inventare e fare cose nuove. Mi sono quindi lanciato in una startup che si prefiggeva l’idea di diffondere l’energia naturale: l’idea è diventata realtà, la realtà è diventata grande, e da “scriba” che ero sono diventato il “piazzista” dell’energia. O almeno, così dicevano i miei amici per prendermi in giro.

E poi la storia com’è continuata?
La storia è andata avanti: prima a Milano poi a Gallarate, sempre con un altro imprenditore dell'energia, poi il grande passo.

Quale?
Libero professionista, consulenza energetica: un’esperienza nuova ma allo stesso tempo bellissima. Una forma mentale nuova, che si è perfettamente adattata al mio modo di essere. Intanto, nei tempi morti mi sono messo a fare altro: un fidanzato cinese mi ha chiesto di affiancare la multinazionale per cui lavorava nell’organizzazione di una sfilata a Milano.

Un’altra volta, un mondo nuovo.
La moda. Sfilate, fotografi, modelle.

Ci avviciniamo a Lagalene, sembra di capire…
Esatto, ci avviciniamo a Lagalene. Piano piano…

Continuiamo a raccontare, allora.
Questa azienda produceva un nebulizzatore che “nanomizzava” le essenze, creando una sorta di nebbia che idratava la pelle. Questo progetto però poteva essere migliorato, perché aveva alcune criticità che portavano a un risultato mediocre con la pelle che veniva idratata solo superficialmente. Ecco che allora mi ci sono messo.

E cos’è successo?
Che ho inserito un acido ialuronico di altissima qualità migliorando sensibilmente l’efficacia del prodotto, e che ho creato il brand Lagalene per riassumere in un nome le due caratteristiche fondamentali di quello che avevamo e avremmo creato. Sostenibilità totale, utilizzo quasi esclusivo di prodotti naturali.

Perché Lagalene?
Galena è una ninfa marina che è stata promossa a dea, una ninfa siciliana. Il galeno poi è un minerale da cui si estraggono piombo e argento. Galeno, poi, è il padre della medicina moderna. Ecco, qui c’è dentro tutto: in un nome, noi.

Perché siete diversi?
Perché proponiamo consapevolezza. La consapevolezza del miglioramento: un diamante è bello e ha valore dopo che è stato lavorato, un diamante è bello in potenza. In consapevolezza. La bellezza di un’idea, che prima è soltanto tua e poi diventa visibile a tutti. Questi concetti, abbinati alla cosmetica diventano qualcosa di affascinante: qualcosa di naturale e di efficace, dai risultati che si possono toccare con mano nel vero senso della parola.

Che prodotti proponete?
Un siero ad altissima concentrazione per viso, collo e decolleté. Un olio per il viso. Un trattamento d’urto per il contorno occhi, il contorno labbra e contro le macchie della pelle.

In una frase: perché i vostri prodotti sono migliori rispetto agli altri?
Perché non lo diciamo noi, ma lo dicono i nostri clienti: Lagalene ha una percentuale di riacquisto elevatissima, pari al 75%. Che tradotto in parole povere significa una cosa molto chiara: chi ci prova, poi non ci lascia più.

La vostra raccolta di equity crowdfunding con The Best Equity e HUI è partita: perché bisogna investire su Lagalene?
Perché è il momento giusto per farlo. Perché questa pandemia ci sta facendo riflettere su tutto. Perché è il momento giusto per farlo. Perché questa pandemia ci sta facendo riflettere sulla qualità di quello che facciamo. Perché per me alimentazione e cosmesi vanno di pari passo: ciò che mangiamo e tutto ciò che ci mettiamo addosso concorre a determinare la qualità della nostra salute. Credo che la gente lo stia davvero capendo. Perché siamo naturali e lo siamo per davvero. Perché i nostri cosmetici migliorano la pelle ma migliorano anche la vita, in un perfetto bilanciamento di olii essenziali che rispondono a una funzionalità antidepressiva e calmante, appositamente coperta da copyright internazionale. Devo andare avanti?

Sì.
Perché vogliamo crescere ancora: investire nella comunicazione per far conoscere a tutti i nostri prodotti, perché vogliamo strutturare maggiormente l’azienda mettendo altre persone giuste al posto giusto. Perché ho in mente altri prodotti: una maschera “non maschera”, un filtro solare… E perché da grande voglio ancora fare il prestigiatore.

E come?
Con dei giochi nuovi, ancora da inventare, a fianco del mio attuale compagno che è coinvolto in questo progetto ed è il direttore creativo di Lagalene. Giochi che sono da qualche parte, in attesa di essere scoperti.


Francesco Caielli