"Diventeremo il Just Eat dello sport"

15-03-2021

Carlo Valletti ci presenta la sua creatura: Whoplays, in raccolta su The Best Equity

Ormai lo sanno anche i sassi, a furia di sentirselo ripetere. Sanno quanto sia importante fare sport, sanno quanto lo sport manchi in questo periodo maledetto di socialità annullate e distanze imposte, sanno quanto siano forti i valori trasmessi dallo sport.
Fare sport significa vivere.

E forse è davvero così, forse è proprio vero che quando qualcosa manca ci si accorge che forse prima lo si dava per scontato. E mancano le partite con gli amici, mancano le risate, mancano le cene dopo il calcetto, mancano le prese in giro tra chi ha vinto e chi ha perso. Mancano così tanto che, quando torneranno, saranno ancora più belle.

Ecco perché questa storia – che è la storia di una persona capace di guardare avanti, che è la storia di una passione, che è la storia di una startup – merita di essere raccontata e ascoltata.

Carlo Valletti è uno di quelli per cui non esistono problemi irrisolvibili, ma solo soluzioni geniali. E c’è lui, dietro a Whoplays: uno strumento che si pone l’obiettivo di rivoluzionare tutto quel meraviglioso mondo che ruota attorno allo sport e allo sport tra amici. Le partite di calcetto, il tennis, le sfide a padel. Uno strumento sul quale tutti possono investire, con la campagna in raccolta sul portale www.thebestequity.com.

“Nasco – racconta – come un potenziale utente di Whoplays: di qualcosa che non c’era e del quale si sentiva il bisogno. Ho sempre giocato con gli amici: calcetto, calciotto, tennis, padel. E ogni volta, il problema maggiore era riuscire a organizzare le partite: i primi otto giocatori li trovavi sempre, per trovare gli ultimi due bisognava fare mille telefonate”.

E allora?
Erano i tempi dei primi veri smartphone, si era aperto il mondo meraviglioso delle app dietro al quale si nascondevano delle opportunità enormi. E allora ho iniziato a pensarci, ho iniziato a pensare a qualcosa che risolvesse il problema e che lasciasse soltanto la parte piacevole e divertente del fare sport.

L’idea, poi, è diventata un progetto reale e concreto. Come?
Un passo alla volta, grazie al supporto di un gruppo di amici, ho capito che era una cosa fattibile: ho capito che con il team giusto l’idea poteva nascere, che una startup si poteva lanciare anche con pochi soldi. E l’idea, ovviamente, si è evoluta.

E cosa è diventata?
Ho capito che l’utente, lo sportivo che gioca a calcetto una volta alla settimana per intenderci, ignora tutto quello che sta dietro. Non conosce la realtà e le problematiche nella gestione di un centro sportivo, quello che serve e quello che va fatto. E viceversa, lo stesso.

Ovvero?
Chi gestisce un centro sportivo non si rende conto del potenziale enorme, spesso inespresso, nella sua attività. Il tipico gestore si limita a fare quello che ha sempre fatto: risponde al telefono per prendere le prenotazioni, carta e penna alla mano, e segna sul calendario.

E questo non va bene?
Questo è assolutamente antieconomico. Primo, perché si perde un sacco di tempo: telefonate, messaggi, mail. Il problema della gestione di un centro sportivo è gestionale e organizzativo. E non è tutto.

Continui...
Adesso ci arriviamo, perché il significato di Whoplays sta qui. Tutto qui.

Ci siamo, allora. Raccontiamo Whoplays.
Ci rivolgiamo a un mercato enorme: da un lato i giocatori, dall’altro i centri sportivi.

Cosa offrite al giocatore?
Togliamo qualsiasi tipo di intermediazione: il giocatore deve solo pensare a giocare. Volutamente, non abbiamo inserito la funzionalità di pagamento o di comparatore di prezzo dei diversi centri: perché il giocatore è abitudinario e va sempre nello stesso centro, perché il nostro obiettivo è quello di fidelizzare il cliente.

E come?
Con la semplicità organizzativa, con la qualità dell’assistenza e di una comunicazione diretta ed efficace. A me è capitato di aver prenotato un campo da tennis per giocare la domenica mattina e, una volta arrivato, di averlo trovato chiuso e indisponibile. Risultato? Non sono più tornato in quel centro sportivo, perché sarebbe bastato un messaggio per avvisarmi. E poi, regaliamo la comunità: che è una fetta enorme dell’attività sportiva. Il tutto, gratuitamente: perché a pagare il servizio sarà il centro sportivo.

Spieghi, Carlo.
La nostra app prevede un vero e proprio social media per il giocatore. Che ha la possibilità di creare un gruppo di amici, di chattare con loro, di condividere foto , di scambiarsi informazioni e pensieri. Un valore aggiunto enorme.

Passiamo al centro sportivo.
Nel sistema tradizionale di prenotazione, dieci ragazzi giocano ma il gestore si rapporta con uno solo di loro: quello che prenota. Non sa nulla degli altri nove, che pure sono suoi clienti. E in quest’epoca, in cui i dati sono importantissimi, rinunciare a nove utenti su dieci è folle. Noi garantiamo al gestore la possibilità di raggiungere tutti i suoi clienti: di poterci parlare, di poter offrire sconti e convenzioni, di conoscerli. E, altra cosa importantissima, gli facciamo risparmiare tempo: non deve rispondere a cento telefonate al giorno, la gestione delle prenotazioni è automatica e autonoma.

Perché investire in questo progetto?
Perché il potenziale è enorme. Perché in Italia ci sono 4 milioni di sportivi e 30mila centri. Perché la pandemia ci ha fatto venire voglia di riprendere a fare sport e allo stesso tempo ci ha trasmesso la necessità di digitalizzare e automatizzare il più possibile. Perché non esistono competitor. Perché siamo una startup innovativa e per gli investitori è garantito il 50% del credito d’imposta. Perché il nostro è un progetto…rosa.

Rosa?
Rosa. Perché sappiamo che in Italia milioni di persone fanno sport a livello amatoriale in tutte le sue forme. I dati ci dicono che, nella fascia di età fino ai 35 anni, se 4 uomini su 5 praticano sport, lo fanno anche 3 donne su 5. Parliamo di circa un milione di donne che almeno due volte a settimana sono impegnate nella pratica sportiva. L’intenzione e l’impegno del progetto Whoplays è quello di parlare anche a loro e coinvolgerle. Le app dedicate allo sport esistenti hanno, chissà perché, fatto scelte che hanno dato poco risalto allo sport femminile: o si sono concentrate molto sul calcio, sport in crescita dal punto di vista femminile ma sicuramente ancora praticato in prevalenza da uomini, o hanno fatto scelte di design e di esperienza poco attraenti per le sportive, come colori blu o nero e nessun aspetto social. Sono moltissime le donne che giocano ad esempio a tennis e padel, come anche pallavolo o beach volley. E l’app Whoplays, oltre a essere utile, è anche…bella: perché oltre agli aspetti social, abbiamo puntato su un design colorato. Dopo un attento studio in tema di design, abbiamo sfruttato il verde acqua, il fucsia e il giallo ocra, i colori stessi del logo Whoplays. Colori neutri interessanti per tutti, soprattutto per un pubblico giovane.

Il vostro obiettivo?
Diventare il JustEat dello sport, l’Instagram degli sportivi.

Perché avete scelto di fare la vostra raccolta con The Best Equity?
Perché ne abbiamo riconosciuto la verticalità sullo sport, oltre a una passione che ci accomuna: e che non potrà che farci andare lontano, insieme.